Correva l’anno 2017 e noi ci avventuravamo dopo un lunghissimo tragitto in bus nel Parco Nazionale di Chitwan.

E’ un’area naturale protetta di quasi 1000 km quadrati, creata nel 1973 e che ospita quasi 50 specie di mammiferi tra cui il rinoceronte indiano e la tigre del bengala, rettili e uccelli.

In Nepal senza trekking->Kathmandu, Patan ed il tempio delle scimmie.

Dove si trova il Parco Nazionale di Chitwan

Il parco si trova nel Nepal centro-meridionale e dista circa 200 km dalla capitale Kathmandu. Il tragitto è stimato in circa 5 ore e mezza, ma a causa dei lavori in corso al tempo del nostro viaggio il bus ha impiagato circa 8 ore, percorrendo per lo più strade sterrate.

Arrivare al parco di Chitwan

Per raggiungere il parco ho preso contatti dall’Italia con Rainbow Safari Tours & Travel, un’agenzia locale di Kathmandu, tramite cui abbiamo prenotato un pacchetto di 2 notti/3gg bus, vitto, alloggio e safari.

Esiste anche l’alternativa dell’aereo, scartata sia per costi che per inaffidabilità ed insicurezza degli aerei (al tempo del viaggio tutte le compagnie aeree nepalesi erano in ‘black list’).

Si parte alle 5.30 di mattina con la colazione al sacco dell’hotel. Il bus non è molto moderno, ma almeno ha l’aria condizionata. Giriamo per Kathmandu per un’ora raccogliendo persone da fermate immaginarie sparse per la città.
Finalmente inizia il viaggio, siamo gli unici non nepalesi a bordo. Sono stupita dato che si tratta di una meta turistica e più volte durante il viaggio mi chiedo se siamo sul bus sbagliato, ma in fondo mi va anche bene finire in un altro posto. Gli altri passeggeri scendono prima di arrivare al parco.

Per il viaggio ci avevano indicato una percorrenza di 5 ore, 7 al massimo, ma in realtà ce ne mettiamo 8 di ore.

Soprattutto la parte iniziale è tutt’altro che rilassante: il bus scende a velocità folle lungo i tornanti della montagna, si lancia in sorpassi azzardati e fuori dal finestrino ‘il vuoto’ , neanche un guard rail, solo una vallata in cui cadere rovinosamente. Ci sono dei momenti in cui penso che persino l’aereo poteva essere un’alternativa più sicura del bus.
Comunque le 8 ore trascorrono, colme di emozione e terrore, ‘autogrill’ nepalesi , lavori in corso e 70km di circolazione alternata su strade di terra battuta.

Degli autogrill nepalesi mi dispiace davvero di non aver fatto foto: il primo in cui ci siamo fermati aveva un banchetto per le bevande e cibo sul lato della strada ed una piccola ‘cabinetta’ ad uso bagno in bambù – ammetto che ci è voluto davvero stomaco per utilizzarlo. 🙂

A piedi nel parco

Alloggiamo al Unique Wild Resort (all inclusive) e l’hotel stesso ci organizza le escursioni.

Poggiati gli zaini si esce subito con la guida per un tour a piedi. Visitiamo un antico villaggio Tharu (comunità locale), un centro di cura ed allevamento elefanti e poi proseguiamo per una passeggiata lungo il fiume per vedere il tramonto e fare i nostri primi avvistamenti.

Il momento più memorabile dei 2 giorni al Parco Nazionale di Chitwan è stato il nostro primo avvistamento: mentre camminiamo qualcuno nota un rinoceronte. Attendiamo qualche minuto e si avvicina al fiume.

Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers
Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers

E’ stata una scena davvero magica ed in un attimo mi ha fatto passare la stanchezza delle 8 ore di bus.

Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers
Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers

Ci godiamo il tramonto, poi torniamo in hotel per buffet nepalese (non male).

 Spettacolo di danze Tharu @posh_backpackers
Spettacolo di danze Tharu @posh_backpackers

Dopo cena veniamo accompagnati ad uno spettacolo di danze Tharu, molto carino.

I safari

Il giorno dopo il programma prevede:

  • safari con gli elefanti
  • canoa lungo il fiume
  • visita ad altro centro di allevamento elefanti per vedere gli elefantini cuccioli
  • bagno degli elefanti al fiume
  • safari in jeep

Inizio subito col dire che se dovessi ripetere l’esperienza, sicuramente sceglierei di non fare il safari in sella agli elefanti. Gli animali non sono tenuti bene, nè addestrati in maniera etica e l’atto di salire in groppa con i cesti che utilizzano è faticoso e dannoso per l’animale. Ad essere proprio sincera, avendo un pacchetto con tutte le escursioni comprese non mi ero per niente posta il problema nè ci avevo mai pensato alle ripercussioni di un’escursione del genere. Comunque non la rifarei e sicuramente mi sentirei di sconsigliarla caldamente.

Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers
Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers

Si prosegue poi in canoa lungo il fiume – avvistiamo altri 2 rinoceronti, cervi, coccodrilli, uccelli.

Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers
Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers
Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers
Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers

Ma la tigre?

Diciamo che se volete essere certi di vedere una tigre, probabilmente il Parco Nazionale di Chitwan non è il posto giusto.

La popolazione di tigri del parco è davvero scarsa rispetto alla sua estensione, anche se il numero è in crescita (ci dicono) da quando di notte chiudono il parco e le guardie armate lo sorvegliano per fermare i bracconieri.

Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers
Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers

Il safari in jeep non si rivela molto esaltante. Ci sono troppe jeep, troppo caos e animali se ne vedono pochi: qualche impala, coccodrilli ed altri 2 rinoceronti. Delle tigri neanche l’ombra purtroppo 🙂

Parco Nazionale di Chitwan @posh_backpackers

Il giorno dopo si riparte.

Il rientro da Chitwan

Per il rientro da Chitwan a Kathmandu impieghiamo le consuete 8 ore….questa volta senza aria condizionata e quindi con i finestrini aperti nonostante le nuvole di polvere alzate dalla carreggiata.  Le strade del Nepal mi fanno un po’ meno paura – sarà che questa volta siamo dal lato del bus che non affaccia sul dirupo mortale. Arrivati a Kathmandu il bus si ferma in mezzo al nulla: “last stop” ma come?!? Noi pensavamo di arrivare dov’eravamo partiti e l’hotel di Bhaktapur doveva prelevarci li.

Confusa, alzo la voce con il bigliettaio del bus e gli dico che deve chiamare il nostro hotel col suo telefono. Stranamente lui lo fa. Con le buone maniere si ottiene tutto, io lo dico sempre! 🙂

L’hotel ci dice di prendere un taxi e di farli chiamare dal tassista, cosa che facciamo: il risultato della chiamata è che viene subito acceso il tassametro. Credo che nessun turista in Nepal prima di noi abbia mai assistito ad un miracolo del genere.

Raggiungiamo Bhaktapur dove alloggeremo per il resto del viaggio.


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