Come inizia l’avventura

Quando ti prende quella frenesia tipo “ho bisogno di una vacanza!” e poi trovi un biglietto aereo ad un prezzo ragionevole ti ritrovi ad organizzare l’itinerario per poco più di una settimana a Cuba!

Per indicazioni su come ottenere il visto per Cuba potete consultare il mio post.

Partiamo con Air France. Scalo a Roma e poi scalo a Parigi. Il primo impatto con Cuba è il caldo, anche in aeroporto non c’è l’aria condizionata e l’aria è umida e afosa.

Nonostante questo le signore dell’immigrazione portano i collant ed abiti a mio avviso un pò troppo succinti. Capiamo subito che il collant, nero, a fantasia o a rete è il top della sofisticazione in fatto di abbigliamento per le cubane.

E’ sera, fuori ci aspetta il taxi che abbiamo prenotato che ci accompagna a l’Havana nella casa particular. Abbiamo prenotato con l’agenzia online Amor Cuba http://www.amorcuba.com le prime notti, per il resto capiremo strada facendo.

Abbiamo programmato di suddividere la vacanza così:

  • 1 notte a L’Havana
  • 3 notti a Trinidad
  • 1 notte a Santa Clara
  • 2 notti a L’Havana

Ci accolgono nella casa, la camera è molto semplice, con un ventilatore e un piccolo bagno. Antonio, cubano, vive in Italia ed è li a casa della cognata in vacanza. Subito si offre di accompagnarci in giro per l’Havana il giorno dopo e farci conoscere la sua bellissima città.

Usciamo a passeggiare nel centro storico e ci fermiamo a mangiare al “El Chanchullero de Tapas” che espone con orgoglio il cartello “Hemingway non è mai stato qui”.

Seguiamo Antonio col ‘traghetto’ a Casablanca e poi per le vie del centro de L’Havana. Ci fermiamo a mangiare e Antonio ci convince anche a ballare. “Quello che succede a Cuba, resta a Cuba!” ci dice per convincerci.

Nel pomeriggio abbiamo prenotato un ‘taxi collectivo‘ tramite amor cuba per raggiungere Trinidad. Il taxi però non si presenta, e noi non riusciamo a contattare Alejandro. Sapremo al ritorno che Alejandro era in ospedale.

Trinidad de Cuba

Tutti i bus sono ormai partiti per Trinidad. Pagando uno sproposito, riusciamo a trovare un auto che ci porti a Trinidad, il viaggio sembra interminabile, come lo sono un pò tutti gli spostamenti a Cuba.

Trinidad è un gioiellino. Anche qui siamo in una casa particular (casa Barbara). Questa casa ha anche un bellissimo terrazzo, sul quale consumiamo la colazione. Una delle sere decidiamo anche di cenare in casa e la signora ci cucina fagioli, riso e banane fritte, accompagnate da Mojito.

Ecco, di Mojito ne consumeremo parecchi durante la vacanza. Oltre ad avere un prezzo allettante, sono davvero buonissimi.

Nei giorni a seguire raggiungiamo Playa Ancon (in autobus) e visitiamo Trididad. L’atmosfera è rilassante, ovunque si balla e si sorseggiano mojito e noi ci adeguiamo al flusso lento di questa bellissima nazione.

Le nuvole temporalesche riescono a far sembrare le case di Trinidad ancora più pittoresche.

Ma poi torna il sole!

Chiediamo alla signora Barbara se conosce qualche casa particolar a Santa Clara. Certmente “tengo casa particolar a santa clara!” e subito chiama il suo contatto. Prendiamo accodi per alloggiare il giorno successivo.

Santa Clara

Questa volta si viaggia con Viazul (autobus). Dopo i problemi col collectivo a L’Havana decidiamo di cambiare mezzo di trasporto.

A Santa Clara visitiamo il Mausoleo al Che, il Monumento a la Toma del Tren Blindado ed ovviamente l’Hotel Santa Clara.

Anche qui ci becchiamo un bel acquazzone, ma questa volta siamo costretti ad inzupparci completamente perchè dobbiamo tornare alla casa e prendere i bagagli.

Accompagnati da un taxi torniamo alla stazione della Viazul. Il bus per l’Havana è in ritardo di diverse ore e anche il viaggio si svolge secondo la consueta lentezza cubana.

L’Havana

Abbiamo preso accordi con la prima casa paticular (Casa Carusa) per tornare da loro. Comunicare è molto difficile perchè le tariffe dei cellulari sarebbero assurde ed il wi-fi è poco diffuso, ma anche questa è la bellezza di Cuba. L’essere fuori dal mondo, dai social network, dalle chat, da tutto quello che quotidianamente ci stressa.

Nei 2 giorni a seguire Antonio, ancora ospite della cognata, ci farà compagnia  per qualche ora mentre ci guida per le vie de L’Havana insieme ad un’altra coppia di italiani ospiti della casa.

Seguiamo le orme di Hemingway “mi mojito en la bodeguita mi daiquiri en el floridita” e prima di pranzo siamo già belli allegri.

La nostra vacanza finisce con un giro in auto d’epoca. Arrivederci Cuba! 

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